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Negli ultimi tempi c'è una serie, tra le tante uscite in Giappone, che sta facendo parlare molto di sè. Il suo nome è Rahxephon ed è prodotta e realizzata da Studio Bones, già realizzatori di "Escaflowne The Movie" e "Cowboy Bebop The Movie", ed ex team collaboratori di Sunrise (che avevano partecipato anche alla realizzazione di "Tenku No Escaflowne").
Da questo portentoso team di sviluppo ci si aspetterebbe grandi cose e forse Rahxephon è il titolo che li lancerà nell'olimpo dei grandi. Per capire meglio la curiosità che c'è attorno a questo titolo ci conviene dare uno sguardo alla trama della storia.
Rahxephon
è ambientato nel 2012. Una nuova minaccia aliena, che i terrestri chiamano MU,
incombe sulla Terra. La città di Tokyo, che per prima ha conosciuto gli
alieni, offre protezione ai suoi abitanti sotto una speciale cupola, in cui è
racchiusa la città. Questa è stata ribattezzata Tokyo Jupiter.
Le intenzioni dei Mulian (o più semplicemente Mu) comunque non sono del tutto chiare, anche se la vita all'interno di Tokyo Jupiter scorre tranquilla. In questo scenario si muovono le avventure di Ayato Kamina, un tranquillo 17 enne che vive con la madre e si divide tra impegni scolastici ed amici.
La sua vita scorre serena fino a quando un giorno si ritrova con l'amica Reika nei sotterranei della città, dove il robot Rahxephon attende in silenzio di uscire dal suo guscio protettivo. Da questo momento ha inizio per i due ragazzi una complicata avventura, tra battaglie robotiche e complotti militari, in un crescendo di situazioni sempre più intricate.
Non mancano, nella trama di Rahxephon, i misteri. Cosa lega Ayato e Reika al robot? Perchè i due ragazzi riescono a comunicare con Rahxephon? Per quale motivo Ayato è vittima di improvvise aggressioni? A queste domande si potrà rispondere solo assistendo al finale della serie.
Thriller robotico? Sì, grazie.
Come abbiamo potuto vedere la trama di Rahxephon è davvero complessa e ben intricata, che certamente non si presta ad essere riassunta in poche parole. Ci troviamo di fronte ad un buon titolo fantascientifico, che è stato accostato ad "Evangelion" in virtù del grande groviglio psicologico che caratterizza i personaggi della serie.
Sicuramente è ancora presto per poter giudicare Rahxephon, ma una cosa è certa: si tratta di una buonissima serie TV, intrigante e dotata di un'ottima realizzazione tecnica. Il tratto dei disegni è molto semplice e lineare, cosa che potrebbe non piacere (a prima vista) a tutti.
Tornando al fattore sceneggiatura, appare subito lampante la grande complessità della trama. Questa si intreccia continuamente con i problemi psicologici dei protagonisti della serie, creando numerosi momenti di tensione e di mistero. La caratterizzazione psicologica dei personaggi riveste un ruolo fondamentale all'interno della trama di Rahxephon.
La OST del titolo segue gli stessi ritmi narrativi della storia, ovvero l'alternarsi di momenti angoscianti e carichi di tensione ad altri più leggeri. Le sinfonie sono angoscianti e ben si addicono al plot introspettivo proposto da Rahxephon. Sicuramente una colonna sonora da tenere d'occhio.
Bellissima la opening song "Emisphere", cantata da Maya Sakamoto ed arrangiata dalla geniale Yoko Kanno. Un brano di notevole spessore, di cui consiglio caldamente l'ascolto.
Aspettando Rahxephon in Italia...
Per concludere possiamo tranquillamente affermare che Rahxephon è una serie davvero interessante, che promette proprio bene. Il titolo di Studio Bones rientra nel gruppo narrativo della fantascienza psicologica (già vista in "Evangelion"), ma risulta meno pretenzioso del famosissimo anime di Gainax.
Rahxephon
è una serie di grande spessore, che ha tutte le carte in regola per imporsi
come nuovo "profeta" del genere fantascientifico. Speriamo di
poterlo vedere al più presto anche in Italia. Se Rahxephon mantiene le
aspettative ci ritroveremo con un gran bel capolavoro tra le mani.
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