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Gli
"happy end" di Rumiko Takahashi... - by Alex
Ciao Sanzo, ciao a tutti! Scusate se è da tanto che non mi faccio sentire, ma, non temete, non vi ho mai dimenticati. Per farmi perdonare la lunga assenza, vi invio una lunga lettera su ciò che penso dei finali delle opere di Rumiko: spero che vi piaccia.
A causa della conclusione della ristampa di Ranma e delle voci, più o meno fondate, ma sempre più insistenti di una prossima conclusione di Inu, in questi ultimi tempi si è parlato molto, e in termini non sempre lusinghieri, dei finali delle opere di Rumiko. Molti fan sono rimasti delusi da essi. Quello di Ranma viene giudicato da molti inesistente e quello di Lamù viene giudicato da molti deludente, per non dire anch'esso inesistente. Nemmeno quello di MI viene risparmiato dalle critiche, dato che viene considerato da alcuni come troppo prevedibile, per non dire scontato. Tutto ciò non significa che non vi siano fan anche molto esperti, come Barbara Rossi che considerano invece i finali come ottimi. Quello di Lamù non mi sembra tanto male, anzi. Si vede definitivamente che Ataru ama Lamù così fortemente che non potranno esserci più difficoltà in futuro, perché lui non abbandonerà l'aliena. Provo un filo di dispiacere per Shinobu che non potrà mettersi con Atarù ma non è un gran problema, e poi S. ha anch'essa un amore. Secondo me finiamo quindi con L e A felici e contenti, anche se non li vedremo mai sposati. Se fosse finita con quel finale ove A vola nel futuro e scopre che si sarebbe sposato con Shinobu e Lamù avrebbe sposato un altro allora si che avrei considerato il finale deludente. Quello di Ranma un po' mi ha deluso, anche se riconosco che è meno peggio di quanto possa sembrare. Mi sarebbe piaciuto molto vedere R e A sposati, ma si vede comunque che un giorno si sposeranno. Mi dispiace molto di più non vedere R e Akane sposati, (anche se si capisce, tutto sommato, che ciò accadrà) non sapere cosa succederàa Moose e Shan-pu da una parte e tra Konatsu e Ukkio dall'altra. Per non parlare di alcuni interrogativi aperti, a mio giudizio, durante la serie e a cui non viene data risposta. Mi riferisco cioè alla simpatia che mi sembra d'intravvedere tra Kuno e Nabiki e quella, sicuramente più forte, tra Happy e Obaba. Il finale, in una parola, mi sembra troppo aperto per i personaggi minori, e un po' più di chiarezza sarebbe stata a mio avviso preferibile. Una sbavatura notevole è data, a mio giudizio, dal far entrare in scena all'ultimo momento Konatsu senza dirci poi cosa farà con Uccian. Del resto data la complessità della storia, non si può negare quanto sia difficile realizzare un finale che accontenti tutti. Nemmeno il finale di MI è esente da critiche, perché giudicato da alcuni troppo prevedibile, per non dire scontato. Del resto R. stessa ha dichiarato che aveva deciso, fin dall' inizio, di far concludere la serie con il matrimonio tra Godai e K. e, del resto, non penso che sarebbe stato possibile un finale diverso. Comunque Rumiko ha realizzato, a mio dire, un lavoro egregio, perché il finale non dà un senso di banalità, anzi. Ed è stata azzeccatissima l'idea di non concludere la storia con il matrimonio, ma di far vedere cosa fosse capitato ai personaggi dopo circa un anno e mezzo. In questo modo si dà una risposta a varie domande e si vedono i nostri amici felici e sistemati. La visione poi, di Mi all'arrivo della bambina, permette di vedere la casa e i suoi abitanti un'ultima volta e di dare dolcezza al finale. non posso fare a meno di chiedermi se l'arrivo della bambina non coincida con la tradizione dei samurai secondo cui il matrimonio era definitivamente celebrato solo con la nascita del primo figlio. Anche sapere che Akemi si sposerà mi fa molto piacere. Anche se l'ho visto molte volte provo ancora un'emozione nel vedere questo finale. Non dimentichiamoci, poi, che anche il film è molto riuscito e poetico, anche se è opinabile la scelta di cambiare così il character design e il fatti che non si capisca più se il matrimonio avvenga subito dopo la dichiarazione, come indica la serie televisiva, o dopo due anni, come invece si dice nel film. sono due cose irritanti, queste due idee del film, preferisco la serie riguardo a questi due elementi. Il finale di MI è, per me, bellissimo e, giudicandolo, gli do un bel 9 (con un pizzico di generosità, lo ammetto) mentre a quello di Lamù do 7 e ½. Per Ranma non mi esprimo. Tutto ciò, comunque, ha evidenziato alcune caratteristiche dei finali della Takahashi che è meglio sottolineare. In primo luogo, dato come sono realizzate le storie, esse potrebbero andare anvanti all'infinito e non è quindi facile scegliere il punto in cui avverrà la cesura della conclusione. R stessa, in un intervista ha dichiarato che Lamù avrebbe potuto continuare e non poco, ma che aveva preferito concludere per dedicarsi totalmente a Ranma. In Ranma, poi, il manga va avanti a lungo dopo la conclusione della serie che avviene al punto in cui il manga è giunto a circa il 75% del suo percorso. Se si fosse voluto proseguire l'anime, esso sarebbe sicuramente arrivato a 200 episodi, complici anche le puntate che si sarebbero potute inventare. Inoltre R stessa ha dichiarato che sarebbe stato possibile continuare M.I., ma che non voleva farlo perché la storia era andata avanti più del previsto, si era scritta da sola e non intendeva proseguire oltre. Eccezione che conferma la regola. Non penso che sia un male che M.I. non continui. Per quanta considerazione abbia del retrocaartoning (che bello aver dato un seguito ai cavalieri) ritengo che ci siano delle serie che funzionino bene così come sono e non abbiano bisogno di seguiti, seguiti che anzi farebbero solo male all'originale. Mi riferisco a Conan ragazzo dl futuro, a M.I. e, forse, a Dai. Penso che per queste serie si potrebbe realizzare semmai il rewind caartoning, mostrare cioè ciò che accade prima dell'inizio della serie regolare, un pò come accade come i cavalieri in episode g. Chissà, forse questa potrebbe essere una via nuova nel panorama di cartoni. Un'altra difficoltà è data dall'alto numero di personaggi e dalla complessità delle storie d'amore che nascono tra loro, dal fato che non è detto che mostrare il matrimonio sia necessariamente la cosa migliore anche quando si capisce che i due si sposeranno. Dato tutto questo, si conclude come non sia facile realizzare un finale che accontenti tutti. Io, del resto, avrei considerato poetico il finale di M.I. anche se si fosse concluso con la dichiarazione nel parco alla sera, o anche all'episodio successivo, al paese di godai. Anzi, quando vedevo la serie per la pensavo sinceramente che fosse realmente finita in quelle circostanze. Non penso che Ranma sia il capolavoro della Taka, o forse, chissà, ha il grande pregio di presentare l'umorismo di lamù, l'amore di M:I., l'avventura e il combattimento che, elementi nuovi per la Taka, costituiscono il preludio a Inu. In una parola, possiede gli elementi caratteristici delle prime due serie e costituisce preludio alla quarta, e tiene in perfetto equilibrio tutti questi elementi diversi tra loro. Prova ne sia che la serie è vista da alcuni come un cartone di combattimento, da altri come un shojo, da altri come un cartone in perfetto equilibrio tra combattimento e umorismo, da altri, ed è questo ciò che R ha voluto realizzare, come una serie prettamente umoristica. Un'altra difficoltà nel realizzare finali è data dal fatto che la gente si forma un'opinione abbastanza precisa su come si concluderanno le storie, ad esempio i protagonisti si sposeranno. Così, se il finale fosse troppo in linea con le previsioni, c'è il rischio di cadere nel banale, nello scontato. Ma se dovesse essere troppo distante, c'è il pericolo di deludere il pubblico. Non è facile raggiungere l'equilibrio necessario e senza perdere l' originalità di Rumino. Fortunatamente sembra che un'accusa mossa da più parti, secondo cui le sue opere finiscono con rivelarsi, alla lunga, stancanti per il pubblico appunto per la loro eccessiva lunghezza, si sia rivelata infondata. A proposito, è vero che R si è dissociata dalle versioni animate delle sue opere perché sono state, a suo dire, allungate troppo ed il suo spirito è stato tradito?
Ciao Alex, è un vero piacere tornare a parlare con te! L'argomento da te proposto è attuale e molto interessante, ovvero i finali delle opere di Rumiko Takahashi. Quante volte in fumetteria mi è capitato di ascoltare dibattiti accesi sullo stesso argomento e non sempre la brava Rumiko ne usciva verbalmente illesa, a causa dei finali non proprio soddisfacenti dei suoi manga. Stando a quanto ho potuto constatare di persona il finale più apprezzato dai fans di Rumiko è proprio quello di Maison Ikkoku, che è rimasto anche nel tuo cuore (il 9 che gli hai dato parla da solo!). Il problema dei finali incompleti come quello di Ranma è da ricercare forse nella volontà inconscia dell'autrice di voler riprendere un giorno la storia da dove era finita. Ok, sappiamo bene che questo non accadrà, ma in fondo chi può dirlo con certezza? Nella mente di alcuni fans fa più piacere avere un finale incompleto piuttosto che non avere la speranza di un seguito futuro. Io sono invece nella schiera di quelli che amano un finale unico e senza improbabili seguiti. Sono d'accordo con te quando dici che un seguito di Conan o di Maison Ikkoku sarebbe improponibile, se non dannoso. Neanche opere come Escaflowne o Cowboy Bebop andrebbero seguitate, almeno per non perdere la bellezza unica ed irripetibile della storia originale.
Ad ogni modo devo confessare che proprio il finale di Ranma mi ha un pò deluso, anche se da Rumiko in fondo mi aspettavo una cosa del genere. Ranma non ha un vero e proprio finale, se Rumiko decidesse domani di riprendere la storia avremmo un seguito di un normalissimo episodio e basta. Eppure amo quest'opera e non me la sento di criticare la scelta dell'autrice fino in fondo perchè ha volutamente lasciato aperto il discorso pur facendo capire che un giorno il "matrimonio" tra Ranma e Akane verrà celebrato. Ora il finale di InuYasha potrebbe ammaliare tutti o lasciare lo scontento tra alcuni appassionati. Dipende da cosa "frigge" nella mente di Rumiko! Speriamo almeno di non ritrovarci con una brutta copia del finale di Ranma attualizzato a InuYasha: non lo sopporterei.
Non
credo che Rumiko si sia dissociata dalle versioni anime dei suoi manga perchè
esse avevano perso il suo spirito. Gli anime di solito vengono volutamente
cambiati, o allungati, per non riproporre situazioni identiche al manga e dare
agli spettatori qualcosa di inedito. Questo Rumiko lo sa bene e non dovrebbe
lamentarsi troppo. 
