Inio Asano vince ROMICS 2007 - Yoko Shoji in anteprima al GBF LA CITTA’ DELLA LUCE vince ROMICS 2007


Trasferitasi nei locali della nuova fiera di Roma, l'annuale festival di Romics ha assegnato i suoi prestigiosi premi.
Questa volta i sedici libri a fumetti finalisti del concorso sono stati selezionati da una giuria composta da Sergio Brancato, Stefano Cristante e Gino Frezza. Nella categoria Miglior Libro di Scuola Giapponese erano presenti big del calibro di Rumiko Takahashi (Il bouquet rosso), Yoshikazu Yasuhiko (Giovanna d’Arco), Kei Tome (Fuguruma memories) e Katsuhiro Otomo (Zed), ma alla fine a spuntarla è Inio Asano con LA CITTA' DELLA LUCE. E noi non possiamo che esserne orgogliosi, visto che è proprio Kappa Edizioni ad aver pubblicato questo manga in Italia, così come What a Wonderful World, sempre di Inio Asano.
I premi sono stati assegnati da una prestigiosa giuria composta da Daniele Barbieri, Enrico Fornaroli e Renato Pallavicini, giornalisti e storici del fumetto che non hanno certo bisogno di presentazioni, e che ringraziamo dal più profondo per aver scelto un libro che colpisce dritto al cuore e allo stomaco. Chi non ha ancora letto LA CITTA' DELLA LUCE ha ora un’ottima ragione in più per farlo.


G.I.D. GENDER IDENTITY DISORDER in anteprima al Gender Bender Festival
Una grande anteprima al Gender Bender Festival: il primo fumetto giapponese a tematica transessuale sarà presentato lunedì 30 ottobre, subito dopo il brindisi di benvenuto! Si tratta di G.I.D., un opera in due volumi di Yoko Shoji che vi farà emozionare e riflettere.
Akiko si sente a disagio nel suo corpo, e la sua crescita è segnata dall’invisibilità della sua condizione. Akiko è infatti un uomo nel corpo di una donna, e si sente per questo in bilico tra sesso e genere: quando arriva a pensare di essere un mostro, scopre che anche altri vivono una tensione irrisolta tra la parte maschile e quella femminile. Non riuscendo a trovare un appoggio in famiglia, Akiko scopre in sé la forza di reagire, e per affermare la sua identità maschile decide di andarsene da casa e darsi un nuovo nome (maschile), Akira…
Il termine gender è entrato solo di recente nel vocabolario comune, e pone l’accento sulla differenza tra sesso e identità, sulla componente culturale alla base del divario tra maschile e femminile, e su come le due categorie siano più fluide di quanto si creda. Se la tradizione ci insegna che uomini e donne si distinguono in base alle differenze biologiche, gli studi di genere propongono piuttosto una distinzione tra due diversi piani dell’essere. La complessità della condizione transessuale mette chiaramente in luce quest’ambivalenza, scardinando in maniera creativa la presunta linearità delle norme di genere.
Il mondo del fumetto non aveva mai fotografato in maniera così compiuta i conflitti legati a queste tematiche, ma la miniserie in due volumi di Yoko Shoji ci mostra come sia possibile travalicare ogni confine che rischia di imbrigliare la libertà, anticipando trasformazioni e metamorfosi del nostro immaginario.
Yoko Shoji è una delle più note e prolifiche autrici di shojo manga. Nata nel 1950, esordisce a diciannove anni su “Shojo Friend” con "Umi to Rukokku-chan", iniziando un fedele sodalizio con l’editrice Kodansha. Autrice di commedie dall’alto valore educativo, raggiunge la fama nel 1977 con "Seito Shokun!", che vanta 24 volumi a fumetti, uno special animato e uno sceneggiato televisivo.

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